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Autocritica e alta sensibilità: perché sei così dura con te stessa (e come cambiare)

by Laura Merio19 Aprile 2026 Conoscere l'alta sensibilità, Self-compassion, Senza categoria0 comments

C’è una frase che ti accompagna più spesso di quanto immagini. Arriva veloce, precisa, senza esitazioni. “Potevi fare meglio.” “Non è abbastanza.” “Dovevi accorgertene prima.” Non la dici ad alta voce, eppure orienta il modo in cui ti guardi, ti muovi, scegli. Se hai il tratto dell’alta sensibilità, questa voce autocritica può diventare molto presente e molto convincente.

La voce interna nelle persone altamente sensibili

L’alta sensibilità è una modalità profonda di elaborare gli stimoli. Significa cogliere dettagli, sfumature, cambiamenti sottili e tornare più volte sulle esperienze per comprenderle davvero. Questo processo riguarda anche il modo in cui ti osservi. Ogni passaggio viene analizzato, ogni errore trattenuto più a lungo, ogni esitazione riletta. In questo spazio prende forma una voce interna esigente, attenta, costante.

Se vuoi approfondire cosa significa essere una persona altamente sensibile, puoi leggere anche questo articolo:
👉 Come capire se sei una persona altamente sensibile

Da dove nasce questa durezza verso di te

Quella voce non nasce per caso. Spesso si sviluppa in contesti in cui hai imparato a essere responsabile, attenta, capace di leggere ciò che accade intorno a te. Hai sviluppato una sensibilità fine che ti ha permesso di comprendere e adattarti. Insieme a questo si è strutturato un movimento interno molto chiaro: fare bene, essere all’altezza, mantenere equilibrio. Col tempo questo movimento è diventato interno e oggi lo riconosci sotto forma di voce.

La funzione della voce autocritica

Quella voce prova a proteggerti. Tiene alta la soglia, ti spinge a prepararti, ti aiuta a evitare passi falsi. Dentro la sua durezza c’è un’intenzione precisa: mantenerti in una zona sicura e riconosciuta. Quando inizi a vedere questa funzione cambia la qualità dello sguardo. La voce resta, e il modo in cui la incontri inizia a trasformarsi.

Quando la voce si attiva, il corpo risponde

C’è un passaggio che spesso resta sullo sfondo. Quella voce non resta nella mente, il corpo la segue immediatamente. Il respiro cambia, le spalle si irrigidiscono, l’energia si contrae. È un movimento rapido e automatico, molto concreto. Molte persone cercano di cambiare il contenuto dei pensieri, mentre il corpo continua a vivere quella stessa attivazione, e questo crea la sensazione di restare nello stesso punto.

Regolare il sistema nervoso per cambiare davvero relazione con te

Quando il sistema nervoso torna in una zona più stabile, cambia anche il modo in cui quella voce si esprime. Diventa meno urgente, più modulabile, meno pervasiva. È in questo spazio che strumenti come l’EFT (Emotional Freedom Techniques), o tapping, trovano il loro senso. Lavorano direttamente sul corpo, aiutano a sciogliere l’attivazione e permettono di creare una distanza più ampia tra ciò che senti e il modo in cui ti tratti.

Se vuoi approfondire come funziona questo tipo di lavoro, puoi leggere anche qui:
👉 EFT per Persone Altamente Sensibili: come il tapping aiuta emozioni e sistema nervoso

E qui puoi trovare il sito ufficiale italiano sul tapping.

Il punto di svolta: cambiare relazione, non cambiare te

Il passaggio riguarda il modo in cui ti relazioni a quella voce. Puoi iniziare a riconoscerla, a sentirla arrivare e a creare uno spazio tra ciò che dice e ciò che scegli di fare. In quello spazio entra un tono diverso, più vicino e più umano. È qui che prende forma la self-compassion.

Se vuoi approfondire questo mio metodo e approccio, trovi qui uno spazio dedicato:
👉 La via della Self-Compassion per il cambiamento

Un piccolo passaggio concreto

Prenditi un momento e scrivi una frase che ti dici spesso, soprattutto nei momenti in cui senti di non essere abbastanza. Guardala bene e poi immagina di rivolgerla a qualcuno che ami profondamente. Nota cosa accade nel corpo mentre lo fai. Questo passaggio semplice apre già uno spazio diverso.

Dare una forma diversa alla tua sensibilità

La tua sensibilità amplifica, approfondisce, connette. Quando questa qualità incontra una relazione interna più gentile e stabile, cambia il modo in cui vivi, lavori e stai nelle relazioni. La precisione resta, la profondità resta, e cambia il terreno su cui ti muovi. È da qui che l’alta sensibilità prende forma.

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EFT per Persone Altamente Sensibili: come il tapping aiuta emozioni e sistema nervoso

by Laura Merio5 Aprile 2026 Conoscere l'alta sensibilità, Self-compassion, Vivere meglio l'alta sensibilità0 comments

Quando senti troppo, anche il sistema nervoso chiede una forma di regolazione

Ci sono momenti in cui il riposo sembra arrivare in superficie, mentre dentro resta ancora tutto acceso.

La mente continua a elaborare, il corpo resta in allerta, le emozioni si muovono con intensità.
E per una Persona Altamente Sensibile questo può diventare molto familiare.

È proprio qui che EFT, conosciuto anche come tapping, può diventare uno strumento molto utile.

L’Emotional Freedom Techniques (EFT) è una pratica di autoregolazione che unisce attenzione, parola e stimolazione di punti specifici del corpo. Sempre più persone la utilizzano per ridurre stress, sovraccarico emotivo e attivazione interna, e per ritrovare una sensazione più stabile di presenza e centratura.

Per chi vive l’alta sensibilità, EFT può diventare un modo molto concreto per:

  • abbassare il livello di attivazione interna
  • attraversare un’emozione intensa con più presenza
  • dare al corpo un segnale di sicurezza
  • interrompere il loop di sovraccarico, autocritica o allerta

In questo articolo ti accompagno a capire che cos’è davvero EFT, come funziona, cosa dice la ricerca scientifica e perché può essere particolarmente utile per le persone altamente sensibili (PAS).


Che cos’è EFT, in parole semplici

L’EFT (Emotional Freedom Techniques) è una tecnica di autoregolazione che combina tre elementi:

  1. attenzione consapevole su ciò che stai vivendo
  2. verbalizzazione di ciò che senti, pensi o percepisci nel corpo
  3. tapping, cioè una leggera stimolazione con le dita di alcuni punti del viso e del corpo

In pratica, mentre porti attenzione a un’emozione, a un pensiero o a una situazione che ti attiva, tocchi una sequenza di punti specifici. Questo aiuta il sistema a restare in contatto con ciò che c’è, con un livello di intensità più modulabile.

Molte persone descrivono EFT come una pratica che aiuta a scaricare tensione, riorientare il corpo e ritrovare una forma di centratura.

Dal punto di vista dell’esperienza soggettiva, è come dire al sistema nervoso:

“Sono qui. Sento questo. E posso restare con me mentre lo attraverso.”


Come funziona EFT sul piano emotivo e corporeo

Quando qualcosa ci attiva, il corpo entra rapidamente in una modalità di protezione.

Per una PAS questo può accadere con ancora più facilità, perché l’elaborazione degli stimoli è più profonda e più ricca di dettagli. Un tono di voce, un conflitto, una richiesta inattesa, un ambiente saturo, una giornata piena di micro-frizioni possono bastare per lasciare il sistema “acceso” per ore.

EFT lavora in un punto molto interessante: porta il corpo dentro l’esperienza emotiva senza lasciarlo solo lì dentro.

Questa è una differenza importante.

Quando un’emozione intensa viene solo pensata, la mente spesso gira in tondo. Quando viene solo sentita, può diventare travolgente. Quando invece viene nominata, localizzata e accompagnata fisicamente, il sistema ha più possibilità di integrarla.

Per questo EFT viene spesso usato in contesti di:

  • stress e sovraccarico
  • ansia e agitazione interna
  • memoria emotiva intensa
  • autocritica
  • paura di sbagliare
  • disregolazione dopo conflitti o giornate troppo dense

Cosa dice la ricerca scientifica su EFT

Negli ultimi anni la ricerca su EFT è cresciuta. Oggi esistono trial randomizzati, revisioni sistematiche e meta-analisiche hanno osservato risultati interessanti soprattutto su stress, ansia, sintomi traumatici e regolazione emotiva.

EFT e riduzione dello stress

Uno studio randomizzato pubblicato sul Journal of Nervous and Mental Disease ha osservato una riduzione significativa del cortisolo dopo una sessione di EFT. Questo rende particolarmente interessante il tapping per tutte quelle condizioni in cui il corpo resta a lungo in uno stato di attivazione interna (Church, Yount & Brooks, 2012).

EFT e ansia

Una revisione sistematica recente ha rilevato risultati promettenti di EFT nella riduzione dei sintomi ansiosi, soprattutto quando la tecnica viene applicata in modo strutturato e guidato (Choi, Sung & Lee, 2025).

EFT e trauma / memoria emotiva

Una systematic review con meta-analysis pubblicata nel 2023 ha evidenziato effetti rilevanti del Clinical EFT nella riduzione dei sintomi post-traumatici. Questo dato è importante perché molte persone, pur senza una storia traumatica “eclatante”, portano nel corpo tracce di allerta, ipervigilanza, congelamento o intensa reattività (Stapleton et al., 2023).

Un punto importante di onestà scientifica

La letteratura su EFT è in crescita e mostra risultati incoraggianti in diversi ambiti, tra cui stress, ansia e sintomi traumatici. Allo stesso tempo, come accade per molte pratiche corpo-mente, restano utili ulteriori studi di alta qualità per consolidare il quadro clinico e metodologico (Church et al., 2022; Choi et al., 2025).

Precisazione doverosa, perché EFT può essere uno strumento molto utile, soprattutto in ottica di regolazione e auto-osservazione, e allo stesso tempo va collocato dentro un uso serio, contestualizzato e ben guidato.


Perché EFT può essere particolarmente utile per le Persone Altamente Sensibili

Qui arriviamo al cuore della questione.

Le Persone Altamente Sensibili (PAS) vivono spesso un doppio movimento interno:

da un lato percepiscono moltissimo, dall’altro hanno bisogno di strumenti che aiutino a modulare quella percezione senza schiacciarla.

È proprio in questo spazio che EFT può diventare molto prezioso.

1. Aiuta a dare una via di uscita all’accumulo emotivo

Molte PAS non “esplodono”. Molte assorbono, trattengono, elaborano a lungo.

Questo accumulo può tradursi in:

  • stanchezza mentale
  • nodo in gola
  • pressione interna
  • pianto trattenuto
  • iperattivazione silenziosa
  • fatica a “staccare”

Il tapping offre una forma semplice e concreta di scarico regolato. Non spinge a raccontare tutto, non richiede grandi analisi, e aiuta il corpo a sentirsi accompagnato mentre qualcosa si scioglie.

2. Rallenta il loop mentale

Una delle esperienze più comuni nelle PAS è la mente che continua a lavorare:

“Ho detto troppo?” “Avrò ferito qualcuno?” “Perché mi sento ancora così attivata?”

EFT aiuta a spostare il focus dal solo pensiero all’esperienza completa: corpo, emozione, parola, respiro, presenza.

Questo spesso riduce il rimuginio e restituisce più orientamento.

3. Offre regolazione senza chiedere performance

Molte persone sensibili si avvicinano a pratiche di benessere e poi si sentono inadeguate anche lì.

“Lo sto facendo bene?” “Dovrei calmarmi più in fretta?” “Perché sento ancora tutto così tanto?”

EFT, se proposto bene, è una pratica molto umana. Non richiede perfezione. Richiede presenza.

E per una PAS questo cambia molto.

4. Crea un ponte tra self-compassion e sistema nervoso

Questo, per me, è un punto centrale.

La self-compassion per una persona altamente sensibile non è solo un atteggiamento mentale gentile. È anche una esperienza fisiologica di sicurezza.

Quando il corpo sente abbastanza sicurezza, l’emozione trova più spazio per essere attraversata. Quando il corpo resta in allerta, anche le parole più giuste rischiano di arrivare tardi.

EFT può diventare proprio questo ponte: un modo per accompagnare il sistema verso più sicurezza, e da lì rendere possibile una relazione più gentile con sé.

Se vuoi approfondire questo aspetto, può esserti utile leggere anche:

  • Self-compassion e alta sensibilità: perché le PAS ne hanno così tanto bisogno
  • Recuperare energie per chi sente molto: il vero recupero per le persone altamente sensibili
  • Come capire se sei una persona altamente sensibile (PAS)

EFT regola davvero il sistema nervoso?

La parola “regolazione” viene usata spesso, a volte con leggerezza. Qui vale la pena darle spessore.

Quando parliamo di regolazione del sistema nervoso, parliamo della capacità di:

  • percepire ciò che succede senza esserne travolti
  • attraversare l’attivazione con più finestra di tolleranza
  • tornare a uno stato di maggiore sicurezza e orientamento
  • sentire il corpo come alleato e non solo come contenitore di tensione

EFT può sostenere questo processo perché unisce contatto, ritmo, attenzione e linguaggio.

In altre parole: mentre senti qualcosa che ti attiva, fai contemporaneamente un gesto ripetitivo e contenitivo. Questo spesso aiuta il sistema a restare più vicino al presente.

Per molte PAS è un vantaggio enorme. Perché uno dei grandi bisogni delle persone sensibili è proprio questo:

sentire senza venire sommerse.


Quando EFT può essere utile nella vita quotidiana di una PAS

Uno dei punti più belli del tapping è che può diventare una pratica concreta nella vita reale. Non solo “nei momenti grandi”, ma anche in quei passaggi piccoli e intensi che consumano energia ogni giorno.

Per esempio, EFT può essere utile:

  • prima di una conversazione delicata
  • dopo un conflitto o una tensione relazionale
  • quando senti il corpo in allerta e la mente in corsa
  • quando l’autocritica prende il volante
  • quando hai assorbito troppo dall’ambiente
  • nei passaggi di stanchezza emotiva che sembrano arrivare “dal nulla”
  • quando ti senti satura e hai bisogno di rientrare in te

Per una PAS, questi momenti sono spesso molto più frequenti di quanto si immagini. Avere uno strumento semplice, corporeo e ripetibile può fare una differenza concreta.


EFT si può fare da sole?

Sì, in molti casi EFT può diventare una pratica di auto-aiuto molto utile.

Allo stesso tempo, c’è una differenza importante tra:

  • usare EFT come strumento quotidiano di autoregolazione
  • utilizzare EFT su contenuti emotivi più profondi, intensi o antichi

Nel primo caso, imparare una sequenza semplice può essere già molto efficace. Nel secondo, la presenza di una guida formata può fare la differenza in termini di sicurezza, profondità e integrazione.

Per questo motivo io trovo molto prezioso proporre EFT dentro uno spazio in cui ci siano anche:

  • orientamento
  • gradualità
  • ascolto del ritmo personale
  • attenzione alla finestra di tolleranza
  • rispetto del funzionamento sensibile

Ed è proprio qui che, per le PAS, cambia tutto, perché il punto non è “fare una tecnica”, bensì farla in un modo che il tuo sistema possa davvero ricevere.


EFT e alta sensibilità: uno strumento concreto, gentile e profondamente regolativo

Quando vivi l’alta sensibilità sulla pelle, cerchi strumenti che ti aiutino a stare meglio senza doverti irrigidire, trattenere o adattare continuamente.

Cerchi qualcosa che ti aiuti a:

  • respirare più pienamente
  • sentirti meno invasa
  • uscire dal troppo
  • restare con te mentre senti

In questo senso, EFT può diventare una pratica molto preziosa, concreta, corporea, accessibile e profondamente orientata alla regolazione emotiva e del sistema nervoso.

Per molte persone altamente sensibili questo tipo di pratica apre uno spazio nuovo.

Perché quando il sistema trova una forma più abitabile di attraversare ciò che sente, anche la sensibilità cambia qualità. Diventa più integrata, più modulata: di fatto più vivibile.


Quando la sensibilità trova strumenti giusti, tutto cambia qualità

Per una Persona Altamente Sensibile, stare meglio significa avere più spazio, più regolazione, più possibilità di restare con sé mentre attraversa ciò che sente.

Ed è proprio da qui che spesso comincia un cambiamento profondo: dal momento in cui smetti di chiederti come diventare più “forte” e inizi a capire come prenderti cura del tuo funzionamento sensibile in modo più adatto a te.

Se senti che questo tema ti riguarda da vicino e desideri approfondirlo con accompagnamento, puoi partire da qui: Persone altamente sensibili

Oppure puoi esplorare il mio modo di lavorare qui: Lavora con me


Articoli scientifici / review

  1. Church, D., Yount, G., & Brooks, A. J. (2012). The Effect of Emotional Freedom Techniques on Stress Biochemistry: A Randomized Controlled Trial. Journal of Nervous and Mental Disease.
  2. Stapleton, P., et al. (2023). Emotional freedom techniques for treating post traumatic stress disorder: An updated systematic review and meta-analysis. Frontiers in Psychology.
  3. Choi, S. H., et al. (2025). Emotional Freedom Techniques for Anxiety Disorders.
  4. Church, D., et al. (2022). Clinical EFT as an evidence-based practice for the treatment of psychological and physiological conditions: A systematic review. Frontiers in Psychology.
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Self-compassion e alta sensibilità: perché le PAS ne hanno così tanto bisogno

by Daniele Chiuri27 Agosto 2025 Self-compassion0 comments

Introduzione

Le persone altamente sensibili (PAS) vivono il mondo in modo unico: percepiscono emozioni e stimoli esterni in modo più intenso, spesso accompagnato da una voce interiore molto critica. Questo tratto, se non gestito con cura, può portare a sentimenti di sopraffazione, inadeguatezza e stanchezza emotiva. È qui che entra in gioco la self-compassion: un potente strumento per accettare sé stessi, ridurre l’autocritica e migliorare il benessere.

Se hai appena scoperto di essere una PAS o lo sospetti, capire come la self-compassion può supportarti potrebbe fare la differenza nel tuo percorso di crescita personale. Vediamo insieme perché è importante e come applicarla nella vita quotidiana.

Cos’è la self-compassion e perché è cruciale per le PAS?

La self-compassion, o compassione per sé stessi, è un concetto sviluppato dalla psicologa Kristin Neff e si basa su tre pilastri fondamentali: 

1. Gentilezza verso sé stessi: Trattarsi con la stessa gentilezza e comprensione che riserveremmo a un amico in difficoltà. 

2. Umanità comune: Riconoscere che tutti, in quanto esseri umani, affrontiamo momenti difficili e commettiamo errori. 

3. Mindfulness: Essere presenti nel momento senza giudicarsi, osservando pensieri ed emozioni senza esserne sopraffatti. 

Per le PAS, queste pratiche sono particolarmente utili. L’alta sensibilità rende le persone più inclini a emozioni intense, autocritica e un senso di isolamento quando si sentono “diverse”. La self-compassion offre un antidoto a questi stati, aiutando a: 

– Accogliere le proprie emozioni senza giudicarle come “esagerate”. 

– Ridurre l’autocritica, spesso molto forte nelle PAS. 

– Coltivare resilienza emotiva, essenziale per affrontare un mondo stimolante.

I punti di connessione tra PAS e Self-Compassion

1. L’Autocritica come ostacolo maggiore

Molte PAS si giudicano troppo dure o eccessive nelle loro reazioni. Questo può creare un circolo vizioso di sensi di colpa e ansia. La self-compassion interrompe questo ciclo, trasformando l’autocritica in un dialogo interno più gentile e supportivo.

2. Il peso dell’empatia

Le PAS tendono a preoccuparsi profondamente per gli altri, spesso a scapito del proprio benessere. La self-compassion aiuta a riequilibrare questa dinamica, insegnando che prendersi cura di sé è il primo passo per essere davvero presenti per gli altri.

3. La sensazione di “troppo”

Le PAS vivono spesso con la sensazione di essere “troppo” in ogni situazione: troppo sensibili, troppo emotive, troppo pensierose. La self-compassion insegna a normalizzare queste sensazioni, riconoscendo che sono parte della propria unicità e forza.

Come la Self-Compassion può aiutarti se hai scoperto di essere una PAS

1. Accettare la tua alta sensibilità

Scoprire di essere una PAS può essere un sollievo, ma anche una sfida. Può emergere la tentazione di vedere la sensibilità come un problema da risolvere. La self-compassion ti insegna a vedere la tua sensibilità come un dono, non un difetto.

2. Gestire lo Stress e l’Overstimulation

Le PAS sono più suscettibili al sovraccarico sensoriale. La self-compassion offre strumenti per affrontare questi momenti con gentilezza, come fare una pausa senza sensi di colpa o riconoscere che prendersi del tempo per sé è un atto di cura, non di egoismo.

3. Creare un dialogo interno positivo

Molte PAS si trovano a combattere con una voce interiore che dice “Non sei abbastanza” o “Dovresti fare di più”. Con la self-compassion, impari a rispondere a questa voce con comprensione e supporto, trasformandola in un alleato.

Pratiche di Self-Compassion per le PAS

Ecco alcune pratiche semplici e concrete per integrare la self-compassion nella tua vita quotidiana:

1. Il Tocco Compassionevole

Quando ti senti sopraffatta, metti una mano sul cuore o abbracciati dolcemente. Questo gesto fisico aiuta il cervello a calmarsi, inviando segnali di sicurezza.

2. Il Diario della Self-Compassion

Scrivi i tuoi pensieri autocritici, poi riscrivili come se fossi una cara amica che ti consola. Questa pratica ti aiuta a cambiare prospettiva e a costruire un dialogo interno più gentile.

3. Pause di Mindfulness

Quando senti il peso delle emozioni o degli stimoli, fermati e respira profondamente. Nota cosa stai provando senza giudicare. Ripeti a te stessa: “È normale sentirsi così. Sono umana.”

4. La Frase di Sostegno

Trova una frase che ti conforti e ripetila nei momenti difficili. Ad esempio: “Sto facendo del mio meglio, e questo è abbastanza.”

Conclusioni

La self-compassion è un alleato prezioso per le PAS. Ti aiuta a navigare le complessità della tua sensibilità, trasformandola in una risorsa anziché in un limite. Se hai appena scoperto di essere una PAS o sospetti di esserlo, iniziare a praticare la self-compassion può offrirti un nuovo modo di rapportarti a te stessa, più gentile, più accogliente, più autentico.

🌿Pronta per iniziare?

Inizia oggi stesso con una piccola pratica di self-compassion. Anche solo dedicarti qualche minuto di pausa gentile può fare la differenza. Sei già sulla strada giusta: stai imparando a prenderti cura di te stessa, e questo è un grande atto di amore.

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Contatti

Laura Merio

email: info@lauramerio.com

Bruxelles – Milano

La mia news letter:

Un posto più intimo per chi cerca bellezza, senso e autenticità.

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